Oggi nasce Red, ecco le storie democratiche
Franceschini contro Bettini che lancia il Pd dei quarantenni
Dario Franceschini è convinto di potersi candidare alla leadership del Pd nella prossima legislatura. Per questo guarda con qualche sospetto alle mosse degli ex ds e rema contro i progetti di Massimo D’Alema, di cui pure un tempo era amico, ma è altrettanto diffidente nei confronti dei veltroniani.

Storie democratiche uno. Vivere tutti insieme appassionatamente non è facile, anche se Rifondazione comunista non c’è più e si sta tutti sotto lo stesso tetto, ovvero nel Pd. E’ capitato così che due imprenditori come Massimo Calearo e Matteo Colaninno, la settimana scorsa, abbiano avuto dei problemi con la mozione parlamentare sui lavori usuranti. Non la volevano votare. E lo hanno fatto presente al capogruppo. I maligni raccontano che uno dei due, alla fine, ha votato soltanto perché ha saputo che altrimenti gli avrebbero tolto i soldi dalla diaria da deputato. Ma sono bassezze incredibili.
Storie democratiche due. Dario Franceschini è convinto di potersi candidare alla leadership del Pd nella prossima legislatura. Per questo guarda con qualche sospetto alle mosse degli ex ds e rema contro i progetti di Massimo D’Alema, di cui pure un tempo era amico, ma è altrettanto diffidente nei confronti dei veltroniani. Per esempio, di Goffredo Bettini che sta mettendo su una squadra di quarantenni. Tutti quarantenni che provengono dai ds e sono gli unici che hanno dietro le spalle un cursus politico, e per questa ragione impensieriscono il vicesegretario del Pd. Con Fioroni, invece, il rapporto è ottimo: l’ex ministro non aspira al ruolo ma a quello di eminenza grigia.
Storie democratiche tre. Torna, ritorna, scompare, riappare, la voce secondo cui Walter Veltroni sarebbe deluso e, quindi, pronto a dimettersi. Chissà perché questa voce è in auge tra gli ex ds. Non tra gli amici di Veltroni che, anzi, lamentano il contrario. E cioè che il loro leader, pur di restare attaccato alla poltrona, sia disposto a siglare tregue con chiunque, con buona pace della carica innovativa del Pd.
Storie democratiche quattro. Dicono che sia Pierluigi Bersani sia Anna Finocchiaro siano rimasti molto male quando su qualche giornale è stata adombrata l’ipotesi che Massimo D’Alema starebbe pensando a Gianni Cuperlo come successore di Veltroni.
Storie democratiche cinque. Raccontano che ormai Livia Turco, un tempo dalemiana di ferro, ce l’ha con l’ex ministro degli Esteri. La Turco ora è a capo della corrente della sinistra del Pd e dicono che abbia fatto il diavolo a quattro per mettere in direzione i suoi fedelissimi e togliere dalemiani che lei non ama. Altri parlano di combine
Storie democratiche sei. Veltroni fa la faccia feroce e va all’attacco del Cavaliere. Peccato che, proprio quando il leader del Pd decide di rompere, arrivi ai membri del Pd in commissione di Vigilanza Rai l’ordine di non acuire i toni dello scontro perché il “capo” e Berlusconi stanno trattando sugli organigrammi della tv di stato.
Storie rifondarole. A dispetto delle previsioni che davano un sostanziale pareggio, Nichi Vendola ormai ha la vittoria in tasca. Paolo Ferrero ha già perso. Ciò nonostante il presidente della giunta regionale pugliese ha declinato l’invito di Veltroni che voleva vederlo per un incontro riservato. Vendola temeva venisse fuori la notizia, portandogli nocumento nella battaglia congressuale. Per questa ragione alla fine il segretario del Pd ha visto Franco Giordano.